Lo scenario

L’Italia è certamente uno dei paesi occidentali dove la Famiglia assume di fatto una serie di ruoli sociali impliciti ed espliciti di grande importanza per l’intera società. Al tempo stesso, è proprio nel nostro paese che, seppur con sofferenze sempre maggiori e con segnali di instabilità sempre più marcati, la famiglia manifesta una tenuta ed una solidità superiore a quella di tutti i paesi maggiormente industrializzati. L’Italia stessa è il paese dell’Unione Europea che meno investe sulla famiglia (0.8-0.9% del PIL contro l’1.7% della media europea). Risulta evidente che la relativamente buona qualità delle relazioni familiari e le notevoli funzioni sociali che la famiglia svolge derivano da un insieme di valori radicato nella cultura familiare della nostra gente.

scenario 1

Il clima mediatico-culturale promuove una cultura individualistica ed utilitaristica, che vede le relazioni familiari come ostacolo alla libertà personale e all’autorealizzazione. A sua volta la perdurante mancanza di interventi strutturali di investimento delle istituzioni pubbliche nazionali lascia la famiglia sola davanti alle dinamiche di un sistema economico che da un lato sfrutta e condiziona la famiglia solo come “consumatrice”, dall’altro la espone ad una crisi economico-finanziaria che sembra non avere fine. Siamo così di fronte a sempre maggiori incertezze sulla possibilità da parte delle giovani generazioni di poter affrontare con ragionevole serenità la sfida, che resta fortemente desiderata, di dare vita ad una propria famiglia e di mettere al mondo dei figli.

scenario 2Il Progetto Famiglie per la Famiglia si inserisce con forza tra le Politiche Familiari più innovative che Comuni, Imprese, Società Civile stanno via via sviluppando in diversi parti d’Italia, per cercare di realizzare interventi concreti e di garantire un accesso equo alla sussidiarietà.

Il progetto è espressione del Patto intergenerazionale, ossia ” l’accordo tra generazioni adulte e generazioni giovani su contenuti e impegni specifici per la crescita di tutti i soggetti coinvolti e per la custodia e la promozione di un bene comune” (fonte: osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, gruppo di lavoro, patto intergenerazionale, 18 Aprile 2008).

 

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