La Casa di Deborah

la casa di deborah

 Il progetto è nato da un’idea di Giuseppina Vellone. 

Giuseppina e Deborah hanno condiviso, per molti anni, lo studio in via Leoncino 23. Entrambe psicoterapeute impegnate, insieme, nei tribunali, dove si occupavano di famiglie lacerate.

Tra un caffè e l’altro o durante le pause pranzo nel loro studio non perdevano occasione per scambiarsi idee, confrontarsi. In questi momenti di scambio Deborah portava il vissuto dei bambini e dei ragazzi, mentre Giuseppina portava quello dei genitori: insieme cercavano delle soluzioni per queste famiglie che si affidavano a loro per riuscire a traghettare, nel migliore dei modi un periodo di difficoltà.

Il benessere e la serenità dei bambini e dei ragazzi sono stati il fine condiviso da Giuseppina e Deborah per tutti gli anni che hanno lavorato insieme.

Insieme hanno tentato di dare strumenti agli adulti per bonificare le loro relazioni. Giuseppina e Deborah per molto molto tempo hanno continuato a chiedersi quale potesse essere il modo migliore per preservare i più piccoli, dal “danno da fuoco amico”.

 

…e se cercassimo di prevenire il manifestarsi di faticosità relazionali e caratteriali prima che queste diventino parte integrante dei ragazzi? Se facessimo qualcosa per prevenire le difficoltà nascenti, invece che doverle affrontare quando, ormai, sembra essere troppo tardi?

 

Nasce tutto da qui, dal desiderio di poter fare prima la differenza. Alla luce di questo, Giuseppina, ritira fuori dal cassetto un progetto che aveva come obiettivo la creazione di un posto dove ragazzi e adulti potessero stare insieme per stare bene insieme e, magari, aiutarsi in momenti di difficoltà. Giuseppina immagina uno spazio “casa” dove adulti e giovani si accompagnano per un pezzo di strada. Il progetto viene presentato a sociologi, economisti e amministratori che riescono ad intravedervi un “senso”, riconoscendone la sostenibilità, la fattibilità ed il valore; si poteva partire, sarebbe stato un inizio forte, bello, ma Deborah, a distanza di poche settimane è venuta a mancare.

È stato difficile, è stato doloroso, ma nonostante tutto ha prevalso il desiderio di fare la differenza e di dare un luogo di serenità a quei ragazzi che Deborah tanto amava. 

Casa di Deborah nasce da qui, uno spazio per dar voce prima di tutto ai ragazzi: accogliendoli, sostenendoli nello studio, facendoli avvicinare alla bellezza dell’arte, della musica, della lettura, semplicemente…per rappresentare un luogo buono.

I ragazzi sono stati il volano all’inizio di questo sogno e sono, oggi, l’elemento fondante del progetto.

 Oltre a loro, però, ci sono gli adulti che possono avere il desiderio, a loro volta, di trovare uno spazio dove stare bene. Adulti che hanno tempo, voglia, competenze da donare o che, trovandosi in un momento di difficoltà, possano sperimentare un luogo dove essere accolti.

Questa è Casa di Deborah: “chi ha dona, chi non ha prende”.

 

Diario della settimana

 

La casa è situata in Via Cigno, 24 ed è aperta dal lunedì al venerdì dalle 13.30 alle 18.00.

La Casa è destinata, principalmente, alle seguenti attività:

  • Accoglienza e ascolto;
  • Studio assistito;
  • Laboratori ed incontri tematici 
    (corsi di cucina, lettura, bricolage e a breve partiranno laboratori di musica e teatro…) 

7.00 - 8.00

Lun. - Gio.

 Gli spazi della casa si aprono ai ragazzi, spesso fuorisede, che arrivando presto attendono che i cancelli delle scuole si aprano grazie al supporto dei volontari e alla collaborazione delle madri Canossiane.

 13.30 – 18.00

Lun. – Gio.

 Arrivo dei ragazzi alla casa, dopo il suono dell’ultima campanella. Ogni studente arriva con il suo pranzo. Verso le 15.00 si comincia: c’è chi studia in autonomia, chi viene supportato da volontari nello studio, c’è chi, invece, prende parte ai corsi e laboratori che si tengono nel corso della settimana. Alle 16.30 tutti insieme ragazzi e adulti ci si concede una buona tazza di tè con la merenda, offerta da Gruppo Bauli. Alle 17.30 gli scuri delle finestre cominciano a venire socchiusi e tutti fanno ritorno a casa.

7.00 – 8.00

Ven.  

I volontari preparano il tè da distribuire insieme alle brioches, donate dal gruppo Bauli, a tutti gli studenti delle scuole di passaggio da via Cigno 24.

GRUPPO BAULI Noesis

13.30 – 18.00

Ven. 

Si apparecchia il grande tavolo del salone: è il giorno della “pranzata”. Ragazzi, volontari, ospiti si pranza tutti insieme, si chiacchiera, magari davanti ad un bel piatto di spaghetti fumanti.

Alle 15.00 si riparte, ognuno con i propri impegni da portare avanti, ma ogni due settimane, invece la penombra creata accostando gli scuri crea l’atmosfera perfetta per condividere la proiezione di un film con qualche spunto di riflessione e momento di discussione: ciak! Momento cineforum.

Alle 18.00 i ragazzi rindossano gli zaini e si dirigono verso casa. A Lunedì!

 

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